Tony Cragg, Mario Airò e una collettiva di artisti storici per i 50 anni di Tucci Russo


Tony CraggHedges, 2020

Alluminio

cm 140 x 120 x 180



La Galleria Tucci Russo compie 50 anni e li celebra con tre mostre: due presso la sede di Torre Pellice e una nella sede torinese, Tucci Russo Chambres d’Art.

A Torre Pellice è in corso la terza parte della collettiva Vue d’Ensemble. Immaginari n dialogo (parte III), che vuole dare voce ai molti artisti che hanno dato vita ai loro progetti in compagnia di Lisa e Tucci Russo nel corso dei decenni.

Ma gli spazi di Torre Pellice ospitano anche la mostra (GE)SCHICHTE di Tony Cragg. In tedesco il termine Geschichte significa storia: separando il suffisso Ge (che sta per riunire, qualcosa che tiene insieme) e Schichte (strati), il titolo della mostra allude alla stratificazione di significati temporali e interpretativi che avviene nel corso delle trasformazioni storiche.

L’opera di Cragg, con le sue stratificazioni di materia e di senso, fa venire in mente, in questo senso, al concetto di Hans Georg Gadamer Wirkungsgeschichte, o storia degli effetti e delle interpretazioni. La storia è il risultato di uno stratificarsi temporale che è anche e soprattutto esistenziale e che produce senso e si esplica in modo vitale e creativo.

In mostra sono presenti opere della serie Incident, Stand, Hedge, Rem e Dream Sleepers.



Mario Airò, installation view


A Torino è invece in corso la mostra co-mondo di Mario Airò, che presenta una serie variegata di espressioni artistiche diverse. Ovunque prevale l’aspetto poetico e concettuale e la mostra si configura, così, come una riflessione su temi estetici, ma anche esistenziali: il rapporto con la morte, la letteratura, il passato (è in mostra anche un lavoro dello stesso artista del 1989). Può essere una rosa in dialogo con uno spartito che evoca un testo di Pasolini, il guscio di una conchiglia o le tracce del movimento di un tratto artistico: l’idea di fondo, come evoca il titolo, è quella della collaborazione con la creazione, con la natura e la vita.

Così come lo spettatore collabora con l’opera dell’artista nel momento in cui la legge e la interpreta, l’artista crea dialogando con una realtà altra, trascendente, che tocca i confini del sacro in senso filosofico. L’ispirazione è un verso di Breathe di Marquis Hill, che allude al movimento del respiro umano, paragonato ad un attivo dialogo con il divino e, appunto, con il sacro, in un moto perpetuo di dare e ricevere, sempre in trasformazione.


Vue d'ensemble. Immaginari in dialogo (parte III), installation view


Dovendo trarre un puto di vista concettuale comune, un filo conduttore per le tre mostre, prevale l’idea della trasformazione vivificante, l’idea dello storicizzarsi del tempo, ma inteso come qualcosa di sempre vivo, attuale e in movimento. Insieme stratificazione di senso e ritorno trasformato, suscettibile di sempre nuove e creative metamorfosi.